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Elezioni Europee 2019

Oggi incontriamo Eduardo Maria Piccirilli, candidato alle prossime elezioni europee del 26 maggio nella lista PD+Siamo Europei , per la circoscrizione meridionale IV, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria.


Dottore Commercialista e Revisore dei conti, Professore di Diritto Tributario dell’Università Parthenope di Napoli, fondatore e presidente dell’istituto Universitario della Mediazione “Academy School”, autore di numerose pubblicazioni scientifiche.

D: Professore perché questa candidatura, e perché la lista PD+Siamo Europei?

R: Non si può più rinviare l’esigenza di avere un’Europa più unita, forte, solidale rivolta ed attenta alle necessità delle persone. Per questo, anche se non amo gli slogan ma che ritengo talvolta necessari per far giungere un’idea, dico: “ …per un’Europa delle persone”. Sono più che attuali problemi globali, l’ambiente, il commercio internazionale, l’immigrazione, il terrorismo internazionale, solo per citarne alcuni, che riguardano il benessere di tutti e che richiedono risposte che il singolo Stato, se lasciato solo, non può assolutamente dare. Veda, si ritiene spesso che l’Europa e la sua legislazione sovranazionale siano lontane dalla nostra vita, dalle necessità e dall’aspirazione a star meglio. Niente di più sbagliato, ma occorre che gli Stati si dotino di una “cornice” comune, che si trasformino prima di tutto in un’unione sociale e non più solo della finanza (o meglio, degli speculatori finanziari), adottando strumenti condivisi, indirizzati al concreto miglioramento delle condizioni dei cittadini, in particolare dei più deboli, ad esempio istituendo un’assicurazione contro la disoccupazione, o gestendo l’assegnazione dei fondi ispirandosi al principio di solidarietà in soccorso delle aree meno sviluppate, o per una immigrazione condivisa tra tutti gli Stati membri e non solo tra quelli di approdo, solo per citarne alcuni. Queste idee sono alla base del programma della lista PD+Siamo europei.

D: Ha parlato di solidarietà verso le aree meno sviluppate, e ci viene in mente il nostro Sud. Ritiene che questa Unione possa invertire la rotta, e trasformarsi da una sostanziale unione di banchieri ad uno strumento per il benessere dei popoli, in particolare di quelli più disagiati?

R: Quando, nel 1861, l’Italia si è unita, si è accollata tutti i debiti degli Stati preesistenti, con un gesto di solidarietà politica di elevatissimo valore sociale, umano e politico. La Bce con il quantitative easing, attraverso l’acquisto continuativo di titoli di Stato, e con la concessione di credito ad interessi bassissimi, ha riproposto, se pur in forma nuova ed a livello sovranazionale, quel meccanismo di solidarietà sperimentato all’origine dagli Stati nazionali. Dunque, non è vero che l’UE sia solo una fredda e lontana Istituzione, cinica e sorda ai bisogni dei popoli, come purtroppo erroneamente troppo spesso viene percepita, occorre – tuttavia – che questi meccanismi di perequazione e soccorso ai popoli non siano lasciati alla lungimiranza di pochi uomini illuminati, ma vengano definitivamente codificati, previsti e periodicamente programmati, se necessario, magari intervenendo sulle banche nazionali, che troppo spesso finiscono con l’essere il maggiore beneficiario di queste azioni. Il trattato di Maastricht è rimasto parzialmente inattuato: all’unione monetaria non è seguita anche l’unione bancaria. E per questo il Parlamento UE può fare la sua parte. 

D: Se sarà eletto, quale sarà il Suo primo obiettivo ?

R: L’UE deve introdurre un tributo che colpisca la speculazione finanziaria, la “Tobin tax”. Con questa imposta si ottengono due risultati: da un lato, si combatte quella parte di operatori di Borsa che agiscono realizzando delle speculazioni finanziarie spregiudicate, dall’altro si finanzia il bilancio comunitario, liberando gli Stati dal pagamento del contributo, che per l’Italia vale circa 12 miliardi di euro. E tutto questo, senza toccare di un centesimo i risparmi dei cittadini. Sono certo che gli elettori comprenderanno che siamo ad una svolta, queste elezioni sono fondamentali, un pò come quelle italiane del 1946, bisogna creare una nuova Europa, più forte, ma più rivolta agli ultimi. Per questa campagna elettorale sto visitando molti istituti scolastici superiori, parlando di Europa, e percepisco che – in particolare – i giovani sono pronti, interessati, hanno recepito che senza Unione Europea non si va da nessuna parte.

D: Che cosa ne pensa di Di Maio e Salvini?

R: Il M5S, alle ultime elezioni politiche, ha canalizzato i consensi di chi era stanco della politica dei ladroni, prospettando una nuova classe dirigente onesta, ma a totale discapito di una pur minima competenza. Le posso dire, a ragion veduta, che a parte pochissime eccezioni, l’attuale nomenclatura parlamentare del Movimento è composta da persone incompetenti, improvvisate, lontane anni-luce dalla necessaria preparazione che un ruolo così delicato richiederebbe come precondizione per governare e legiferare bene. Potrei dire, si è passati dai ladroni ai cialtroni. Per questo, invece, nel mio slogan dico: “Novità e competenza…”, perché l’onestà, ovvero non essere coinvolto nella vecchia politica becera e fuorilegge (essere cioè una novità), è una condizione necessaria, ed al riguardo mi permetta di dire che il 13 aprile di quest’anno ho ricevuto il “Premio per la Legalità, l’impegno nel campo della cultura, delle arti, del sociale e dell’ambiente”, ma la competenza è altrettanto indispensabile per un politico. Metterebbe la sua salute nelle mani di un medico onesto ma impreparato? Ecco, è per questo che oggi l’Italia sta dove sta. Salvini è un abile cantastorie, il suo “story-telling” è costruito con grande maestria, cavalcando le emozioni più viscerali, o se vuole, le paure della popolazione, e questo gli riesce necessariamente utilizzando una serie continua di menzogne. E’ talmente bravo a dir frottole, che lui – che per anni ha cantato “Vesuvio lavali col fuoco” – è riuscito a farsi eleggere a Rosarno (Calabria). Occorre che gli elettori abbiano la consapevolezza e lo spirito critico di chiedersi sempre: ma è vero ciò che quel politico sta dicendo? E’ diventato indifferibile demistificare le “pinocchiate” che ogni giorno l’attuale Governo ci propone.

D: E della Brexit cosa ci dice?

R: Con tutto il rispetto per i cittadini britannici e la loro intelligenza, tuttavia, ritengo che il risultato del referendum del 23 giugno del 2016 sia stato causato da una campagna pro Brexit menzognera contro l’UE che i cittadini hanno subito. I britannici hanno scelto sulla base di notizie, diffuse dagli antieuropeisti, che – ad esempio – affermavano che la GB pagava 350 milioni di sterline a settimana all’UE, sottratte alla sanità pubblica, situazione assolutamente non veritiera, ma che ha avuto un evidente fortissimo impatto sull’elettore medio, facendo leva sul timore per la sua salute. Ecco, oggi
la politica è molto spesso così, non ci si ferma a riflettere, non si ragiona, i “social” ci chiedono di essere pronti, ricettivi, veloci, senza meditare, senza dare nessun peso alla verità. Come Le dicevo, è solo story-telling, conta solo la “post-verità”. Ma la politica non può essere questa, non deve essere dettata dalla pancia, ma dal cuore e dalla testa, è riflessione, meditazione, ponderazione della scelta funzionale al perseguimento del bene di tutti. E’ verità.

D: Come vuole salutarci?

R: Non trovo parole migliori di quelle che, oltre 70 anni or sono, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi utilizzarono nel “Manifesto di Ventotene” auspicando un’Europa giusta, forte e unita, e che oggi – ancora attualissime – ispirano la mia linea di pensiero.

Un’Europa libera e unita è premessa necessaria del potenziamento della civiltà moderna, di cui l’era totalitaria rappresenta un arresto. La fine di questa era sarà riprendere immediatamente in pieno il processo storico contro la disuguaglianza ed i privilegi sociali. Tutte le vecchie istituzioni conservatrici che ne impedivano l’attuazione, saranno crollanti o crollate, e questa loro crisi dovrà essere sfruttata con coraggio e decisione. La rivoluzione europea, per rispondere alle nostre esigenze, dovrà essere socialista, cioè dovrà proporsi l’emancipazione delle classi lavoratrici e la creazione per esse di condizioni più umane di vita.” ( In “Manifesto di Ventotene – Per un’Europa libera e unita. Progetto di un manifesto” , 1941 ).

"L'Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto."
Robert Schuman
Politico

Come si vota?

PUOI ESPRIMERE FINO A 3 PREFERENZE SCRIVENDO IL COGNOME DEL CANDIDATO

Nel caso di due o tre preferenze espresse, queste devono indicare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda e terza preferenza.

Ad esempio: “Uomo / Uomo / Donna” oppure “Uomo / Donna / Donna”

Devono essere dellp stesso Partito e Circoscrizione in questo caso: 

“IV CIRCOSCRIZIONE ITALIA MERIDIONALE”, quindi potrai scegliere tra i Candidati PD di Abruzzo – Molise – Campania – Puglia – Basilicata – Calabria, a prescindere dalla regione in cui stai votando.

I seggi elettorali saranno aperti DOMENICA 26 MAGGIO dalle ore 7:00 alle ore 23:00

L’Elettore deve essere munito di TESSERA ELETTORALE e di un DOCUMENTO DI RICONOSCIMENTO.

FAC-SIMILE

Alcuni punti del mio programma

1) Lavoro e Fondi Strutturali 

2) Introduzione della “Tobin Tax” 

3) Disabilità e welfare nell’Unione 

4) Arte-Musica-Teatri-Musei-Cultura 

5) Prezzo “politico” per l’acqua in bottiglia al bar, max 1 €/lt. 

 

In sintesi, questi i primi punti del mio programma.

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Durata 2:30 min

Partito Democratico

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L'importanza di votare

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Come si vota

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